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Linfa vitale.

di Domenico (07/01/2007 - 14:27)

La dipendenza reciproca fra compositore ed esecutore è la linfa vitale dell'Arte.

Beato chi riesce a scrivere bella musica e beato chi riesce a trasmettere le emozioni che la bella musica suscita. I compositori e gli esecutori non prescindono gli uni dagli altri e, se sono intelligenti a sufficienza, sanno ammettere la loro dipendenza reciproca. La dipendenza è talmente forte che le caratteristiche interpretative di chi esegue spesso indirizzano la scrittura di chi compone. E' da sempre così -basti pensare a Mozart o a Beethoven che ideavano pezzi adatti alle capacità dei musicisti nobili e dilettanti dell'epoca o ai grandi sodalizi alla Brahms e Joachim- e così sarà, almeno fino a quando le macchine non sostituiranno definitivamente gli uomini esecutori (egoisticamente spero che ciò non accada mai).

Per dire, in questo periodo natalizio sto studiando un nuovo concerto per violino e Orchestra di Carlo Boccadoro, "Cadillac Moon", che il Teatro Lirico di Cagliari mi ha affidato per la prima esecuzione assoluta di fine Gennaio. Quando ho ricevuto lo spartito la mia sensazione è stata subito di grande diffidenza. Le diciotto pagine contengono una tale marea di note da sembrare quasi incomprensibili. Anche se conosco bene il compositore e apprezzo da sempre il suo grande genio, ho reagito come un intossicato alimentare che si trova di fronte ad un manicaretto di Gualtiero Marchesi: il cibo può essere buonissimo, ma il voltastomaco viene lo stesso. Negli ultimi tempi mi è passata davanti una enorme quantità di nuova spazzatura musicale e ho sempre il timore di studiare roba completamente inutile e di buttare via il mio tempo. Per fortuna il concerto non ha tradito le attese e dopo dieci giorni di studio probabilmente ho trovato la chiave che apre il forziere all'interno del quale è custodito uno dei brani meglio scritti che abbia mai suonato. Tutte quelle che superficialmente mi sembravano difficoltà virtuosistiche insormontabili sono diventate motivo di divertimento. Nelle parti liriche comincio a cogliere la profondità che caratterizza la musica di Boccadoro.

Ieri sera ho ricevuto una gradita telefonata da parte del grande Carlo. Durante la cordialissima conversazione l'amico compositore si è scusato per non aver scritto in modo abbastanza cantabile (Boccadoro ritiene che la cantabilità sia la parte migliore del mio violinismo) ed io mi sono scusato per non aver ancora raggiunto la velocità di esecuzione da lui richiesta. Ci siamo dati appuntamento per un incontro informale durante il quale discuteremo del significato da dare ad un brano mai eseguito prima, che deve saper emozionare chi lo ascolta.

La dipendenza reciproca fra il compositore e l'esecutore è la linfa vitale dell'Arte.
D

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