Concorsi Internazionali.
Molti dei giovani colleghi violinisti con i quali sono venuto in contatto mi hanno chiesto un parere su quali siano i Concorsi di violino effettivamente utili. Premessa. Vincere un concorso è indispensabile, ma spesso non sufficiente (ogni anno ci sono in media dieci primi premi di competizioni che fanno parte della WFIMC e il mercato in questo momento è ancora in crisi). "Conquistare" un pubblico e un direttore artistico è tutt'altra cosa che convincere una giuria (il concertista cura molto di più gli aspetti -diciamo così- carismatici che quelli più prettamente "tecnici"). Gli elementi fondamentali per giudicare la bontà di un premio sono tre: livello dei vincitori precedenti, livello della commissione e tournée garantite. Secondo me i concorsi che cambiano la vita di un giovane musicista sono Bruxelles (Regina Elisabetta, il più importante in assoluto), Mosca (Tchaikovskij, ma meno di un tempo) e Indianapolis. Altri premi godono di una certa attenzione da parte del mondo musicale che "produce": Hannover (Joachim), Parigi (Long-Thibaud), Genova (Paganini, purtroppo soprattutto in Italia), Poznan (Wieniawski), Odense (Nielsen), Sion (grazie alla presenza di Mintz quale direttore artistico), Helsinki (Sibelius, con un impressionante albo d'oro), Monaco (ARD, un pochino dispersivo con tutte le sue categorie), Ginevra (vedi Monaco). A me piace particolarmente il concorso giapponese di Sendai, quasi neonato, ma già con un altissimo livello raggiunto e molto ben organizzato (ha preso il posto del glorioso concorso di Tokyo). Attenzione: può capitare che in qualsiasi competizione ci sia una componente straordinaria che si riveli utilissima per una carriera e che caratterizzi una sua sola edizione. Un Direttore d'Orchestra importante, un grande manager che sia eccezionalmente presente durante lo svolgimento delle prove può aiutare tantissimo. Anche a me in passato è capitato di avere due grandi presidenti di giuria in due concorsi che ho vinto, ma che non sono fra i più "quotati" (Menuhin al Viotti di Vercelli -oggi sparito nella categoria violinistica- e Francescatti a Marsiglia). Due Presidenti di Giuria che sono stati importantissimi per la mia storia musicale.
Ciò detto (e avendo trascurato per evidenti ragioni il Concorso "Città di Brescia" che dirigo), non invidio assolutamente chi in questo momento si sta preparando ad un Premio. E' talmente stressante che ringrazio il Cielo di avere esaurito il mio "obbligo" prima dei vent'anni. In pochi giorni metti in gioco anni di sudio e confesso che se mi chiedessero adesso di provarci non reggerei più...
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