"Viva l'Italia!"
Ebbene sì, si suona musica classica anche in medioriente. Veramente lo so già da tempo, visto che nel mio peregrinare ho strimpellato anche in Egitto e in Oman, due Paesi, dicamo così, non inseriti nel circuito tradizionale. Esperienze bellissime, che ho vissuto con grande entusiasmo per il calore formidabile della gente. Lì non sono certo abituati al nostro repertorio, eppure l'interesse è totale e il silenzio durante i concerti è assoluto. Eppoi gli organizzatori danno l'anima per farti sentire a casa e per uno zingaro come me non è cosa da poco. Adesso sono errante fra Libano e Siria, altre due mete inusuali, e mi pare che anche qui ci siano delle buone premesse. In 'sti giorni apre l'Al Bustan Festival di Beirut, importante stagione per la quale si sono esibiti tanti grandi Artisti. Quest'anno il Festival ha come tema "Viva l'Italia" e ospita una certa quantità di concertisti nostrani. La vita è piena di sorprese e propone gli incontri più impensati nei luoghi più stravaganti. Qui a Beirut mi dirige Titta Rigon, collega e amico che non vedevo da una marea di tempo. Abitiamo a meno di un chilometro di distanza e ci ritroviamo su un palcoscenico libanese senza avere avuto l'occasione di incrociarci prima. Veramente bizzarro. Oggi pomeriggio Titta ed io abbiamo lasciato l'eremo dorato che ci ospita (un meraviglioso hotel sito su una collina) e ci siamo accodati ad un gruppo di sbandieratori laziali che si è esibito "downtown". I libanesi sono molto alla mano, sufficientemente aperti alle esperienze artistiche nuove e lo spettacolo è stato un successo. Beirut centro assomiglia un po' a Beyoglu di Istanbul, con i suoi bar alla moda affollati da giovani studenti seduti ai tavoli a sorseggiare un caffè e ad intrattenersi in piacevole conversario. I segni dei vari conflitti sono ben visibili, ogni tanto capita di vedere i resti delle case bombardate, ma la città è vitale al pari di una qualsiasi grande capitale. Giovedi prossimo mi aspetta un trasferimento in macchina a Damasco per il mio recital alla Opera House e confesso che l'idea mi intriga assai, perché mi hanno detto che la Siria è piena zeppa di bellezze storiche e paesaggistiche. Purtroppo la mia permanenza sarà brevissima, giusto un paio di giorni, ma non mi farò mancare certo l'occasione di visitare il centro storico di Damasco che sembra sia incantevole. Vi saprò senz'altro dire.
Bon bon, adesso vado a nanna, domani mattina presto ho prova. Accendo la TV e mi addormento facendomi cullare da un po' di musica araba.
Alla prossima.
D
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