Quelle scatole di cartone.
In Italia stiamo ancora scontando il lungo periodo di vuoto per la musica strumentale, sinfonica e da camera. Durante l'Ottocento e parte del Novecento l'Opera Lirica l'ha fatta da padrona e sono nati tantissimi Teatri, anche in sperduti paesini di campagna. Strimpellare in quei Teatri spesso è drammatico. Le esigenze acustiche di un cantante sono diametralmente opposte a quelle di uno strumentista. Il cantante abbisogna di un ambiente che esalti i dettagli, lo strimpellatore deve "espandere" il suono. In un Teatro d'Opera l'acustica nasce priva di riverbero perché nel canto la parola ha dignità pari alla melodia e deve essere pienamente comprensibile. L'assenza di eco "pulisce" il suono, ma allo stesso modo ne "scheletrizza" il corpo. I restauri degli ultimi anni hanno un pochino equilibrato la situazione. Prima dell'incendio il Teatro La Fenice di Venezia era "secchissimo", ora il "colore" è un po' più ricco. Allo stesso modo ci sono stati miglioramenti anche per La Scala di Milano, mentre il Carlo Felice di Genova sembra essere incredibilmente più adatto ai concerti che ai melodrammi. Il San Carlo di Napoli è una strepitosa eccezione: è un capolavoro dall'acustica perfetta. Ma se per i Teatri qualcosa si sta muovendo, purtroppo gli Auditorium continuano a soffrire di problemi rilevanti. Molte delle sale del Parco della Musica di Roma, ad esempio, non hanno una buona acustica. In Sala Santa Cecilia sono esaltati gli armonici della massa degli ottoni mentre gli archi non sono perfettamente udibili. E' un difetto grave, non c'è dubbio, ed è un peccato che si presenti in un ambiente di recentissima costruzione. A Parma c'è l'Auditorium Paganini, nuovo, architettonicamente bellissimo, ma che ha un riverbero troppo abbondante e un risultato troppo confuso. In verità non credo che in Italia esista una Sala del tutto soddisfacente. Sala Verdi a Milano è peggiorata dopo un restauro marginale: è stata sostituita la moquette e adesso non si suona bene nemmeno lì. Per i restauri bisognerebbe usare legno, solo legno, e lasciare la moquette imballata in magazzino. O no? Certo, ci sono posti dove non tutto è malaccio. Per dire, per il Politeama Garibaldi di Palermo c'è un filo di speranza, così come per il Manzoni di Bologna, la Sapienza di Roma, il Pollini di Padova, il Lingotto di Torino. Ma quante volte i poveri strimpellatori si ritrovano a dover combattere una guerra persa in partenza contro ambienti del tutto inadatti, simili a scatole di cartone?
Alla prossima.
D
Un salutare bagno di umiltà .
Il prossimo 21 novembre il Papa incontrerà gli artisti. Sarà senz'altro l'occasione per ricordare che l'Arte è sublimazione dell'animo e trascendenza che proietta all'Assoluto. Per me l'Assoluto è Dio. Ci credo fermamente, anche se so bene di essere il campione del razzolare malissimo dopo aver tentato di predicare bene. Chi vive di Arte è conscio di essere portatore di un messaggio potentissimo, che tocca corde profonde, ma spesso dimentica di essere solamente un tramite. E' una debolezza tipica: l'artista vorrebbe essere lui l'Assoluto e disperde il proprio talento fra il desiderio di perpetuare sé stesso e il terrore di essere incompreso. L'Arte gli sopravviverà, inevitabilmente. Purtroppo il 21 non potrò esserci fisicamente, il pomeriggio ho un concerto a Milano e l'ubiquità non è di questa terra, ma mi sarebbe tanto piaciuto poter fare anch'io un necessario, salutare bagno di umiltà.
Alla prossima.
D
Vorrei essere un elettricista.
E' veramente un periodo particolare e non è che io sia pessimista di natura, anzi: è che a volte preferirei essere un elettricista. Un elettricista deve essere retribuito per forza, altrimenti si rimane senza luce.
In Italia sta dilagando la pessima abitudine di non pagare i cachet dei concertisti. Meglio, di far sapere ai concertisti che il pagamento è differito a data da destinarsi, ma solo nel momento nel quale i malcapitati hanno eseguito l'ultima nota in palcoscenico. Detto chiaro e tondo: 'sto modo è una schifezza. I poveri strimpellatori non solo si ritrovano senza il becco di un quattrino, ma devono anche emettere le fatture e pagare le relative tasse. Tasse pagate su compensi mai percepiti: vi pare possibile? E' vero, la crisi dilaga e le società di concerti navigano in cattivissime acque. Nonostante ciò, cosa impedisce che il rapporto scritturanti-scritturati sia minimamente corretto? Basterebbe che i direttori artistici avessero l'accortezza di spiegare la situazione sufficientemente in anticipo, affinché ci fosse da parte dei musicisti la possibilità di decidere se accettare o no le condizioni. Comincio ad essere stufo. Non ho mai negato un aiuto a chi ha chiesto comprensione, talvolta mi sono impietosito di fronte a chi ha piagnucolato chiedendomi una riduzione del compenso, però il limite della della decenza è stato superato. La situazione sta decisamente degenerando verso uno sfruttamento odioso ed inaccettabile. Sono stato costretto a parlarne anche al mio avvocato che è d'accordo con me. Ma che per procedere alla riscossione crediti ha preteso, giustamente, il saldo di una prima parcella.
Alla prossima.
D



Ultimi commenti