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Il doping.

di Domenico (26/08/2009 - 14:16)

Handicappato. Ultimamente sono venuto a contatto con il mondo musicale che si "impasticca" con un fiume di beta-bloccanti. 'Sti medicinali servono, così pare, a controllare il panico. O sono cieco, o sono stupido, fino ad ora non sapevo che qualche musicista potesse sfuggire all'enorme piacere dato da un minimo di sano tremore. Dei colleghi mi hanno proposto di provare, ma io parto svantaggiato, perché fra le varie controindicazioni del farmaco c'è anche qualla dell'asma, e io sono asmatico dalla nascita. Così come non potrei né "fumare", né tantomeno "tirare", non potrei nemmeno "impasticcarmi". Accidenti, anche se volessi non potrei, sono decisamente handicappato. Eppoi quest'anno festeggio i ventiquattro anni di carriera, in ventiquattro anni non mi sono mai nemmeno ubriacato, lasciare la strada vecchia per la nuova mi spaventerebbe assai.
Avrei due domande stupide, alle quali non so proprio dare risposta. Posso? Perché i colleghi mica mi hanno saputo dire, anzi, sono stati piuttosto vaghi. Ma i beta-bloccanti non sono usati in ambito neurologico e non necessitano di una ricetta medica per essere assunti? Com'è allora che ne circolano così tanti, soprattutto fra i musicisti più giovani? Tutti con problemi neurologici? Incredibile, non sarà mica che, così come nello sport, anche nella musica ci si possa procurare "doping" attraverso un nebuloso "mercato parallelo"?  E, mi si scusi, perché nessuno spiega agli strumentisti che se la musica è vita, come da retorica, aver paura durante un concerto è una scarica di adrenalina che fa sentire vivi come niente altro al mondo? Eddai, esistono altri milioni di lavori che nulla hanno a che fare con lo stress da palcoscenico, mica è necessario "impasticcarsi" per non morire di fame...
Alla prossima e sempre lucido, almeno spero.
D

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Finalmente normale.

di Domenico (22/08/2009 - 09:39)

Qui in Sardegna finalmente mi sento normale.
Nel villaggio turistico nel quale ho stabilito la mia base sto incontrando gente alla quale della musica non interessa un tubo. Bellissimo, non mi capita mai di dover nemmeno accennare al violino, ai concerti, allo stress da palcoscenico. Qui mi rilasso e basta. Ieri ho addirittura giocato a tennis con una coppia di simpatici torinesi, alla faccia di tutti gli accorgimenti per non stressare i muscoli della braccia e amen se non ho beccato neanche una palla, non sempre è necessario essere dei vincenti. La coppia di torinesi mi è piaciuta davvero: Paolo è un benzinaio tifoso sfegatato del Toro e Giorgia è una infermiera che lavora all'ospedale delle Molinette. Gente "normale", sì, ma attenzione, gente di sani principi che sta tirando su due figli in modo esemplare. Gente che è impossibile incrociare nell'ambiente concertistico, con i suoi squali privi di ogni scrupolo e di ogni etica.
Qui in Sardegna finalmente mi sento libero. Ogni giorno mi immergo sudaticcio nella folla oceanica delle spiagge della Gallura, pianto il mio ombrellone e mi godo mio figlio piccolo che sta imparando a camminare. Mangio un panino in riva al mare e mi addormento sul lettino perché il rumore delle onde è un calmante formidabile. La sera mi butto a fare balli di gruppo e me la spasso a vedere gli stupidi spettacolini degli animatori, divertito come un adolescente che passa la sua prima vacanza con gli amici.
Qui in Sardegna finalmente mi sento bene.

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