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Merry Christmas!

di Domenico (24/12/2008 - 16:59)


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Che qualcuno abbia pietà di te.

di Domenico (21/12/2008 - 17:36)

In Italia la musica si insegna anche nelle scuole dell’obbligo. Lo sapevo già, ho due figli in età preadolescenziale, mica vivo in un altro pianeta. Sapevo che la musica si insegna anche lì e, siccome non è che nel nostro Bel Paese la formazione musicale sia generalmente di livello eccelso, temevo che lì la musica si insegnasse male. Speravo segretamente che fosse solo una sensazione dettata dal mio cronico pessimismo, invece ne ho avuto tremenda conferma ieri mattina durante la recita prenatalizia della scuola media frequentata dai figli di alcuni amici.

Noi spettatori dell’evento ci siamo trovati di fronte a due file di ragazzi disordinati e vocianti, una con il flauto dolce in mano e una dietro con delle pianole elettriche affiancate. Non mi aspettavo certo di assistere a qualcosa di veramente rivoluzionario, tipo ad un trattamento professionale degli strumentini messi nelle mani degli alunni, ma ciò che ho visto ha superato ogni catastrofica previsione. Povero insegnamento musicale di base in Italia, tu che rantoli nel letto di morte affetto da numerose malattie divenute ormai incurabili, quando mai qualcuno avrà pietà di te?

Ho sentito ragazzi quattordicenni, praticamente già uomini e già donne, massacrare al flauto dolce canti natalizi di sole tre o quattro note e accompagnati da accordi preregistrati e azionati premendo un tasto delle pianole. Non c’erano nemmeno le armonie giuste, non avevano preregistrato nemmeno le armonie giuste, non credevo alle mie orecchie. Come è possibile che in Italia oggi qualcuno si sogni di consentire un tale sfregio all’Arte? Dove mettiamo il necessario rispetto per l’Arte e per gli ascoltatori?  Non è forse compito primario educare al rispetto? Di recente in Messico ho visto orchestre fatte di bambini undicenni eseguire con dignità facili sinfonie di Haydn e movimenti di sinfonie di Mozart, roba da far impallidire anche le orchestre dei conservatori italiani, conservatori che in questo periodo stanno rivendicando il diritto di essere chiamati “Università della Musica”. Perché nel Bel Paese ciò non avviene mai?

C’è poco da dire che la scuola dell’obbligo deve dare un’infarinatura generale e non deve forgiare professionalità troppo marcate, c’è poco da dire. Un ragazzo di quattordici anni è già troppo vecchio per poter pensare di aspettare la prima superiore per cominciare a studiare seriamente uno strumento musicale, a quattordici anni si è troppo vecchi senza discussione. Eppoi è realmente efficace far passare ai giovani studenti il messaggio che la musica sia fatta per essere eseguita malissimo e da tutti? Non sarebbe meglio invece educare all’ascolto della musica classica nella speranza di avere un giorno le sale da concerto frequentate da spettatori almeno “under 60”? Perché non si lascia emetter suono solamente a chi ha un minimo di talento? A me sarebbe piaciuto tanto fare il portiere di calcio, ma alla prima partita della mia squadra di quartiere ho preso nove gol e per questo mi hanno messo fuori organico e mi hanno suggerito caldamente di lasciar perdere. Avevo dodici anni, me lo ricordo bene. Io ci sono rimasto male, ma è stato giusto così, giocare a calcio non è da tutti e io non avevo talento sufficiente. Perché nello stesso modo ieri nessuno degli insegnanti è intervenuto per obbligare la stragrande maggioranza degli alunni a riporre definitivamente gli strumenti nelle custodie e a lasciarli lì chiusi per sempre?

Alla fine dello spettacolo (che per inciso ha avuto un enorme successo, ovvio) ho chiesto ai miei figli se almeno loro avessero mai ascoltato in classe un brano di Haydn o di Mozart. L’ho chiesto per pura curiosità, spinto dalle mie recenti esperienze messicane. Mi hanno guardato con gli occhi sbarrati e mi hanno risposto senza pudore che loro a scuola di Haydn e Mozart non hanno mai nemmeno sentito parlare. Come volevasi dimostrare.

Chi avrà il coraggio di proporre di radere al suolo tutto e di ricostruire tutto daccapo? Non resta altro che attendere che venga tolta la corrente al respiratore che tiene artificiosamente in vita l’insegnamento di base della Musica in Italia.

Amen.

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Per non spegnere la musica in Sicilia.

di Domenico (20/12/2008 - 10:11)

Cari Amici del blog,
questa mattina ho firmato la petizione del Coordinamento delle Associazioni Musicali Storiche Siciliane contro i tagli decisi dalla regione che mettono in dubbio la sopravvivenza stessa delle stagioni concertistiche dell'isola. Ho firmato perché non voglio avere crisi di coscienza quando il piano di killeraggio culturale in atto da anni in Italia mi costringerà a varcare la frontiera di Chiasso o di Ventimiglia per sentire un buon concerto di Musica Classica.

So che aderirete all'appello anche Voi, considerando che viaggiare costa e che in periodo di crisi economica è bene lasciare la macchina ferma in garage.

Il link diretto:
http://www.ame.ct.it/blog

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Vita da eroe.

di Domenico (13/12/2008 - 20:10)

Suonare il violino è davvero divertente. Esibirsi in palcoscenico a volte è addirittura esaltante. Studiare aiuta a tener giovane il cervello. Vedere posti nuovi arricchisce e allarga gli orizzonti. Ma la vita non è fatta solo di suoni e di crini, è fatta anche di piccoli problemi quotidiani, ostacoli quasi insormontabili. Non ci credete?

Che succede, ad esempio, se devi giustificare un'assenza scolastica di tuo figlio dovuta a malattia e tu sei dall'altra parte del mondo? Succede che hai voglia di pensare che il tuo lavoro sia gratificante e che tu sia un privilegiato, ti tocca penare l'inverosimile e basta. Devi cercare disperatamente un internet point aperto e devi reperire assolutamente l'indirizzo mail di qualche professore per spiegare che -magari- sei impossibilitato a firmare il libretto scolastico perché non possiedi ancora il dono dell'ubiquità.

Non parliamo poi di quando ti arriva a casa una multa per eccesso di velocità che non hai il tempo fisico di contestare, perché la scadenza del pagamento è due giorni prima del tuo rientro a casa: c'è mica niente da fare eh, la devi pagare e basta. Ti devi pure tenere il nervoso, ti ricordi benissimo che nel giorno e nell'ora della della presunta infrazione ti trovavi in un'altra città e non puoi dimostrare che, non essendo tu un extraterrestre, non puoi essere stato in grado di far muovere la tua auto con il solo potere della mente.

E come reagisci se durante la riunione condominiale fissata -vedi caso- proprio la sera del tuo concerto i tuoi vicini ti tendono un'imboscata e ti costringono a togliere dal terrazzino la tua amata antenna satellitare? Probabilmente ti arrabbi molto e perdi pure Juve-Milan di campionato. Se poi alla fine ti viene anche l'influenza proprio nei quattro giorni di riposo fra un giro e l'altro e ti tocca passare a letto il tempo che avresti potuto utilizzare a rilassarti e a dedicarti alla tua famiglia ti tieni la febbre, fai più di qualche esorcismo e speri che i tuoi cari capiscano un minimo la situazione (da persone intelligenti quali si presume siano).

Bon bon, sarà meglio che torni a studiare per un'altra ora perché oggi ho una giornata intensissima e il tempo è poco. Devo incontrare la prof. dei miei bambini che ha dato loro una nota per la mia mancata firma sul libretto delle giustificazioni, devo sincerarmi che non ci siano altre cartelle esattoriali in sospeso, ho da contattare Sky per capire se l'antenna satellitare può essere messa sul tetto e ho da farmi iniettare il vaccino antinfluenzale che incautamente non ho voluto farmi iniettare due mesi fa.

Vita da concertista. Vita da eroe.

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