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Lettera aperta al Presidente Napolitano

di Domenico (28/08/2008 - 17:56)

Caro Presidente Napolitano,

come Lei anche io ho seguito le Olimpiadi di Pechino e come Lei anche io ho esultato per le vittorie dei nostri connazionali. Come a Lei anche a me è piaciuto vedere tante volte la bandiera italiana sventolare sul podio e come Lei anche io mi sono emozionato nel sentire il nostro inno risuonare negli stadi. Anche io penso che tutti i sacrifici degli Atleti vittoriosi debbano essere lautamente ricompensati, pure economicamente, e anche io penso che sia sacrosanto che gli atleti vittoriosi debbano essere celebrati e festeggiati in Sua presenza al Quirinale, con tutti gli onori possibili. Quello però che mi sfugge, Caro Presidente, è come mai non mi sia capitato di sentire organizzato da Lei o dai suo illustri predecessori un minimo di celebrazioni regolari per tutti i Suoi e miei connazionali che ogni giorno si fanno largo nel mondo artistico (e musicale in particolare), vincendo i più importanti Concorsi Internazionali di esecuzione ed esibendosi in modo trionfale in tantissimi Teatri di ogni dove, Cina compresa. Per un musicista un Concorso importante è come un’Olimpiade e la preparazione comporta difficoltà identiche, anche se di natura intellettuale e non fisica. Caro Presidente, so bene che l’impatto mediatico di un evento eccezionale quale quello delle Olimpiadi è tremendamente maggiore di quello di un Concorso vinto o di un Concerto importante tenuto, ma spero converrà con me che la “potenza culturale” di uno Stato non si misura solo nelle sue capacità di emersione in una sola manifestazione sportiva, foss’anche essa la più rappresentativa del Pianeta, ma si misura in tutto quel talento che quello Stato riesce a produrre e riesce ad esportare durante tutto il corso dell’anno. Il sacrificio che impegna un Artista non è certo inferiore all’impegno dell’Atleta, anzi merita -se possibile- rispetto maggiore, perché l’Artista “vincitore”, a differenza dell’Atleta “vincitore”, non gode da parte dello Stato né di sostegno economico né, ahimè, di sostegno logistico. Ciò è molto triste, soprattutto se si considera l’enorme differenza esistente con molti altri Stati che preservano con cura il loro patrimonio intellettuale. Non si commetta l’imperdonabile errore di voler considerare più “importante” ciò che è più “popolare”: se le gesta degli Artisti italiani non riempiono le pagine dei giornali è solo perché purtroppo nel nostro Paese regna sovrana un’ignoranza diffusa nei confronti dell’Arte, Arte che altrove gode di enorme considerazione e dignità. E, caro Presidente, questa ignoranza sovrana non attesta di certo un grande livello di civiltà raggiunto dal nostro Popolo e dalla nostra Nazione.

Con grande stima, i più rispettosi saluti.

Domenico Nordio

Tag: varie,petizioni

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Si definisca, please.

di Domenico (10/08/2008 - 09:46)

Sapete cos'è My Sky HD? E' un bussolotto nero che serve per vedere (e registrare) i canali televisivi in alta definizione trasmessi dal colosso satellitare Sky (il tutto a pagamento, of course). Bene, 'sto bussolotto mi è appena arrivato a casa e io mi ci sono buttato subito a capofitto, cercando di capire bene tutte le sue strepitose funzioni. Roba da perderci le giornate, ma ne vale veramente la pena perché con l'HD le immagini sono decisamente più nitide e dettagliate. Amen se ogni mese la mia carta di credito viene salassata per riempire ulteriormente le tasche già piene del geniale imprenditore inglese: la soddisfazione di poter invitare parenti e amici nel mio salotto ad adorare il nuovo esclusivo prodigio tecnologico in mio possesso "non ha prezzo"!
Su Sky HD ci sono gli stessi film e le stesse partite di calcio dei canali normali, solo che si gustano molto di più perché si vedono molto meglio. Ma mi sa che se Sky HD trasmettesse, ad esempio, una coloratissima immagine fissa, non ci si incanterebbe lo stesso a guardarla per ore. Voglio dire, se non ci fosse la sostanza di sicuro ci si stuferebbe prestissimo dei puri e semplici dettagli.
E' ovvio, dai, è come in musica. Una nota perfetta, tenuta stabile e con un suono corposo, sarà sempre meno attraente di un concerto di Brahms, anche suonato male. Un concerto di Brahms è sempre un concerto di Brahms, ma se viene eseguito con capacità di dettaglio si ascolta molto più volentieri. Conclusione vergognosamente banale: il dettaglio è indispensabile solo se il contenuto è interessante di suo, senza il contenuto il dettaglio è del tutto inutile.
Torno al mio TV al plasma per vedere la ginnastica delle Olimpiadi trasmessa in HD, nell'attesa sadica di poter osservare nei dettagli la caduta rovinosa di un atleta, magari non italiano, dopo un volteggio riuscito male (ignobile, lo so, non per niente l'invidia è uno dei sette peccati capitali).

D

Tag: lezioni,varie

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