Luglio 2008

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Capriccio.

di Domenico (31/07/2008 - 15:24)

Cari amici del blog, al solito me la sto godendo un mondo. Dopo il tradizionale divertente periodo rivano, durante il quale mi è capitata l’esperienza unica di un recital all’aperto in mezzo ad una tormenta di vento che ha tagliato in due il palcoscenico dello splendido cortile della Rocca, adesso sto scrivendo dal mio portatile e di fronte a me ho lo strepitoso paesaggio di alta montagna di Bardonecchia. Non mi invidiate troppo, grazie al Cielo il mio lavoro non è solo studiare tutto il giorno, viaggiare come un forsennato e  aspettare con ansia il momento del concerto, è anche vedere posti meravigliosi e rilassarsi a mangiarsi un gelato in mezzo ad un prato fra una lezione e l’altra. Sì sì, miei cari, mi sta proprio piacendo un sacco. Rompo il mio silenzio estivo per comunicare agli interessati (ho paura di chiedere quanti sono, per fortuna i miei parenti sono abbastanza numerosi) che il mio nuovo CD è uscito a fine Luglio ed è già disponibile e in vendita. Misha ed io abbiamo inciso un programma particolare, comprendente trascrizioni di pezzi virtuosistici fatte da autori del ‘900, e ne è venuto fuori un collage molto divertito nel quale l’amico russo ed io ci siamo sbizzarriti e abbiamo totalmente sciolto le briglie. Quando mai avrei pensato in gioventù di avere la voglia (e il coraggio) di proporre il virtuosismo di Paganini o di Tartini, perdipiù in una registrazione, io che sono stato educato alla ferrea educazione di Bach, di Beethoven e di Brahms? Evidentemente il mio invecchiamento biologico mi sta facendo venire una irrefrenabile voglia di rompere gli schemi e di provare l’adrenalina dei tripli salti mortali carpiati e raggruppati. Confesso: non è che ritenga il repertorio virtuosistico strettamente indispensabile, potrei viverne senza, ma vuoi mettere quanto ti diverti mentre lo suoni (e quanto ti rilassi rispetto ad un qualsiasi grande concerto per violino e orchestra)?

Hasta e buena suerte a todos.

D

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Io c'ero.

di Domenico (19/07/2008 - 07:59)


Ebbene sì miei cari, io c'ero, a Piazza Vigo a Chioggia io c'ero. Schiacciato come una sardina in scatola, immerso in un bagno di folla trepidante (e sudaticcia), urlante come un ragazzino, io c'ero.  D'altronde chi si poteva perdere la registrazione di sei dico sei puntate di "Veline" con tanto di Ezio Greggio, Gabibbo e ragazzette leggermente svestite? Io certamente no, non foss'altro perché nella mia città d'origine marinara non si parlava d'altro da settimane e l'attesa per l'evento aveva intriso completamente l'aria. E poi perché tengo figli e nipoti anch'io e quelli non aspettavano altro.
Io c'ero, ma al solito io non sono riuscito a rilassarmi come avrei voluto. Perché pensare anche in quell'occasione e non godermi il nulla? Non lo so, sono fatto così e se qualcosa mi interessa devo capire tutto e valutare tutto. Non sono riuscito a non pensare che nulla si costruisce per caso, nemmeno una solida carriera televisiva, e che anche la televisione come la musica richiede una preparazione mica da ridere.
 
Nelle due ore di registrazione alle quali ho assistito (sono andato al limite della mia capacità di sopportazione fisica, rimanere pressato e non respirare non è un granché) ho sentito Greggio parlare a ruota libera senza sbagliare una parola, ho visto il pupazzo rosso e grosso gironzolare in palcoscenico senza sbagliare una mossa, ho addirittura visto le aspiranti soubrettes esibirsi nei celeberrimi "stacchetti" senza mai inciampare una volta dico una. Ma come hanno fatto quelli di Veline a rimanere lucidi per così tanto tempo, di fronte a un sacco di gente e con qualche decina di telecamere accese? 
 
Per essere buoni uomini di spettacolo non è necessario esagerare, ma fare benissimo il poco richiesto. Greggio ad esempio si è limitato a "note e ritmo esatti", mettendoci dentro solo qualche crescendo e qualche diminuendo, ed è risultato tecnicamente perfetto per "Veline", trasmissione semplice semplice. Che la massa poi si gestisca meglio del singolo individuo è cosa della quale sono convinto da tempo, perché l'Artista mal sopporta critiche alla sua Arte e per lui è meglio avere davanti tante teste anonime piuttosto che pochi specifici sguardi (e pochi specifici giudizi). E' chiaro poi che quando la telecamera viene usata dall'Artista come mezzo di diffusione della sua Arte scatta inesorabile il processo seduttivo che è indispensabile a far veicolare efficacemente il messaggio, profondo o superficialotto che sia. Questo processo affascina sempre il pubblico e, siccome a Chioggia in Piazza Vigo io c'ero, nell'occasione sono rimasto affascinato anch'io.
 
Il giorno dopo il grande evento in spiaggia ho provato ad introdurre questi miei inutili pensieri, ma giustamente i miei parenti e i miei vicini di ombrellone hanno preferito soffermarsi su come Greggio sia dimagrito o su come il colore del mini-mini vestito della valletta stesse bene con la sua capigliatura bionda. 
 
D
 
p.s. A Voi una delle tantissime foto scattate con la Kodak che i miei figli mi hanno regalato di recente. 

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