Che la tortura sia con Voi!
Carissimi colleghi, ecco alcuni degli esercizi di palestra per la mano sinistra promessi in un mio precedente post. Abbiate fede!
1- Seduti davanti ad un tavolo, appoggiate le dita della mano sinistra (pollice escluso) a punta, tenendo braccio e polso completamente rilassati. Il palmo deve rimanere sollevato e deve formare con le dita una sorta di arco. E’ fondamentale che polso e avambraccio siano a diretto contatto con il tavolo.
Aiutandovi con la mano destra sollevate lentamente il dito medio della mano sinistra partendo dalla punta, facendo sì che l’ultima falange si avvicini progressivamente alla prima e al palmo, con un movimento simile a quello di una gru. Le altre dita devono rimanere ferme alla posizione di partenza. Una volta raggiunto il massimo della tensione, riaccompagnate lentamente il dito alla posizione di partenza. Provate lo stesso esercizio con tutte le dita, ovviamente pollice escluso.
Dovreste cominciare ad avvertire nel vostro palmo la presenza di qualcosa che si muove: sono i famigerati tendini, da sempre nascosti fra fasce muscolari contratte e articolazioni doloranti. Benvenuti nel club esclusivo di chi sa.
2- Sempre seduti davanti ad un tavolo ripetete l’esercizio uno, ma senza l’aiuto della mano destra e concentrandovi sulla “partenza” del movimento, che deve avvenire dal palmo e non dal dito. La partenza dal palmo aziona i tendini, la partenza dal dito aziona i muscoli. Cominciate dal dito medio che è il più facile da controllare.
Se fate il movimento corretto dovreste vedere che, prima che si sollevi il dito, nel lato superiore del palmo si intravvede una specie di “corda” che si tira: sono i famigerati tendini, finalmente tesi. Buona cosa, visto che nel violino l’articolazione è tendinea e non muscolare.
3- Ripetete gli esercizi uno e due, questa volta tenendo ferma la posizione di arrivo della falange vicino al palmo. Lasciate poi ricadere il dito naturalmente alla posizione di partenza, senza riaccompagnarlo e, soprattutto, senza “spingerlo”. Vi accorgerete così che un tendine teso che si rilassa improvvisamente aziona un meccanismo che assomiglia molto a quello di una molla: il meccanismo a molla è basilare per l’articolazione della mano sinistra ed è quello che impedisce alla mano di bloccarsi. Vi accorgerete che la sensazione di tensione parte praticamente dalla spalla, senza che ciò irrigidisca particolarmente i muscoli del braccio.
4- Questo a suo modo è l’esercizio più divertente, da fare solo dopo qualche giorno di "palestra”. Provate semplicemente ad azionare i tendini della mano sinistra senza alzare le dita. Dovreste vedere la parte superiore del vostro palmo ballare, ma senza che ci siano altri movimenti della mano. Sorpresi, vero? Adesso conoscete una parte del vostro corpo della quale prima non avevate alba.
Fate gli esercizi tutti i giorni per non più di dieci minuti. Tempo un mese e le dita della mano sinistra saranno in grado di sollevarsi e di ricadere senza nessuna fatica, con movimenti piccoli e veloci.
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Oggi compio 37 anni: auguri di buon compleanno al me stesso che mi costringe a convivere con lui.
E Buona Pasqua a tutti.
D
"Non ci sono più le mezze stagioni"
Fu detto: “Ciò che non è giusto è sbagliato”; fu pensato: “Non si capisce niente di quello che fai”.
Fu detto: “La musica da interpretare è fatta di dati oggettivi”; fu pensato: “Quando ti decidi a suonare qualche nota giusta?”.
Fu detto: “Non si batte in tre un brano scritto in quattro”; fu pensato: “Che voto hai preso all’esame di teoria e solfeggio?”.
Fu detto: “Due semiminime non fanno una croma”; fu pensato: “Per favore, non mi dire anche tu che quattro ottavi più quattro ottavi sono uguali a otto sedicesimi!”.
Fu detto: “Prima della nota seguente bisogna aver suonato la nota precedente”; fu pensato: “Il mondo è pieno di musicisti dislessici”.
Fu detto: “Se non c’è neanche una nota intonata vuol dire che è tutto stonato”; fu pensato: “E’ arrivata l’ora di usare un registratore portatile perché non credo tu ti renda conto di quello che succede”.
Fu detto: “Tutti i suoni emessi hanno il diritto di avere dignità”; fu pensato: “Orecchio non sente, testa non duole”.
Fu detto: “Un Allegro non è un Adagio”; fu pensato: “Perché hai la faccia costantemente triste?”.
Fu detto: “Le orecchie non sono fatte per essere appoggiate sulla mentoniera del violino”; fu pensato: “Sono contento per te, hai un futuro da contorsionista”.
Fu detto: “Studia con metodo e suona poco”; fu pensato: “Stiamo andando verso la bella stagione, perché stare chiusi in una stanza a soffrire?”.
Fu detto: “Lunga vita alla stecca, morte alle sabbie mobili”; fu pensato: “Prima che tu attaccassi l’arco quella crepa sul muro non c’era”.
Fu detto: “Non è bello vedere un violinista che scuote la testa ad ogni suo errore”; fu pensato: “Non serve che mi tratti come se fossi sordo”.
Dedicato a chi so che ha l'intelligenza di non prendersi troppo sul serio.
D
p.s. Un grazie ai Colleghi dell’Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari: ieri, all’inizio delle prove del Concerto di Beethoven, si sono alzati in piedi per porgermi il loro saluto. Complimenti, in decenni di carriera non ho mai visto così tanta educazione e così tanta gentilezza.



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