Settembre 2007

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Il rovescio della medaglia.

di Domenico (25/09/2007 - 08:31)

Dieci buone ragioni per fare il concertista.
Dieci buone ragione per non pensarci nemmeno per sbaglio.

Suoni della musica bellissima.
Ti arrabbi perché la musica bellissima che suoni non l'hai scritta tu.

Viaggi tantissimo e vedi posti sempre nuovi.
Ti corichi in letti sempre diversi e non ti addormenti mai.

Incontri tanta gente.
Devi sorridere di continuo.

Sei al centro dell'attenzione.
Sei nel mirino dei colleghi invidiosi.

In palcoscenico ti diverti come un matto.
Gli spifferi provenienti da dietro le quinte ti fanno venire il raffreddore.

La tua giornata è sempre diversa.
Raramente mangi alla stessa ora.

Tieni allenata la mente.
Non hai il tempo per riposarti.

Sei meno soggetto ad artrosi alle mani e a reumatismi alle braccia (studi scientifici lo provano).
Sei più soggetto ad ictus cerebrali e ad infarti (studi scientifici lo provano).

Guadagni più di tanti altri.
Guadagni meno di tanti notai o di un qualsiasi parlamentare italiano.

La musica è la tua vita.
La musica si impossessa della tua vita.

(Fonte: il mio delirante stupidario).

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Chi li ha visti?

di Domenico (15/09/2007 - 21:46)

I violinisti italiani non si iscrivono ai concorsi internazionali e non hanno nemmeno la scusa del viaggio da affrontare o delle spese enormi da sostenere: non vanno neanche ai premi che si svolgono praticamente sotto casa. Al "Città di Brescia" 2007 niente candidati italiani, ma domande fin dal Sud Africa e dalla Nuova Zelanda. E' così dappertutto. Ormai questo è diventato un serissimo problema da affrontare di petto, non è possibile che un Paese come il nostro non riesca non dico a sfornare vincitori a raffica, ma nemmeno ad essere minimamente rappresentato.

La colpa del disastro è dei Conservatori che non sono in grado di preparare decentemente i potenziali partecipanti? Anche se fosse vero, e non lo penso, non basterebbe. Non è che gli italiani non vengano premiati, gli italiani neanche ci provano. Sarà colpa allora della nostra mentalità provinciale che spesso ci vede impauriti di fronte alla prospettiva di confrontarci con gli altri, soprattutto se sono provenienti da culture diverse? Non ne sono certo, il mondo è pieno zeppo di italiani "vincenti" in tanti altri campi. Potrebbe essere un semplice problema di pigrizia, fare un Concorso -e prepararlo- è stressante da morire. Che oggi non ci sia una generazione di giovani particolarmente pronti al sacrificio già si sa, ma non è il caso di additarla quale incapace di combinare qualcosa di importante: sarebbe ingiusto, controproducente e servirebbe solo a lavare la coscienza di chi giovane non è.

I nostri migliori ragazzi non resistono alla tentazione dell'uovo oggi, questa è la verità. Hanno paura di morire di fame e colgono al volo l'opportunità di suonare in un'orchestra o, peggio, di riempire le giornate di "marchette". I nostri migliori ragazzi sono lasciati allo stato brado e non hanno uno straccio di certezza.

Un paio di settimane fa ho rivisto un mio ex-allievo pieno di talento che avrebbe potuto provare a vincere qualcosa e ora è violinista di fila in un grosso ente lirico. Gli ho chiesto se non fosse pieno di rimpianti e se non pensasse mai di tornare indietro per concludere ciò che in passato aveva cominciato a costruire. Mi ha risposto con un disarmante "guadagno a sufficienza per vivere decentemente, perché mai dovrei sacrificarmi per tentare la sorte?". Come dargli torto?

La soluzione al problema potrebbe essere molto semplice, se solo lo Stato volesse dare una mano al futuro della sua cultura musicale. Si dia sostegno ai giovani che hanno veramente talento, li si selezioni con cura (non migliaia né centinaia, basterebbe anche qualche decina), li si faccia studiare con i migliori didatti in circolazione e li si sorregga con cospicue borse di studio. Si offra a questi giovani la garanzia di un posto fisso da occupare in un'Orchestra nel caso in cui non riescano a fare la carriera solistica.

Spero in un'edizione 2010 del "Città di Brescia" con una marea di italiani.

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No, grazie.

di Domenico (15/09/2007 - 08:00)

Beppe Grillo for President?
No, grazie.

La politica di oggi è solo salvaguardia delle posizioni di potere, ma la soluzione non può essere un vaff..... che costa 40 euro (il costo medio del biglietto di uno spettacolo del comico) e che propone "dilettanti allo sbaraglio" per l'amministrazione della cosa pubblica.

Che ognuno faccia il suo mestiere e che i politici lo facciano molto meglio di come lo stanno facendo adesso.
D

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