Voli "low-cost"
Meglio volare low cost o con le compagnie tradizionali? E' ovvio, dai.
Esempio 1.
23 Gennaio, Ryanair, mamma di tutte le compagnie "low-cost", volo Treviso - Roma Ciampino, partenza ore 8,20 (in perfetto orario), arrivo a Ciampino ore 9,15 (in anticipo di dieci minuti), consegna del bagaglio in meno di un quarto d'ora, arrivo alla stazione Termini via bus in meno di quaranta minuti (fine viaggio ore 10 e 10).
Costo del volo: 9 euro e 90 centesimi, tasse comprese, più meraviglioso squillo di tromba (letteralmente!) all'atterraggio per festeggiare l'ennesimo volo Ryanair arrivato in orario.
Esempio 2.
24 Gennaio, Airone (non propriamente compagnia low-cost), volo Roma Fiumicino - Palermo, partenza prevista ore 19 e 45, partenza effettiva ore 24 dopo una stressante attesa di più di un'ora all'interno dell'aereo, fermo sulla pista di rullaggio e senza nessun tipo di assistenza (neanche un bicchiere di acqua). Arrivo a Palermo all'una di notte, consegna del bagaglio in più di mezz'ora per mancanza del personale e ulteriore ora persa alla ricerca di un taxi.
Costo del volo: 100 euro, più tasse, più un'arrabbiatura con tanto di mangiata di fegato.
Ho già prenotato tutti i voli Ryanair possibili e immaginabili e al diavolo se non ti danno il caffé durante il volo. Viva Ryanair. In un anno per tutti i voli interni spenderò quanto avrei speso per tre o quattro -dico tre o quattro- voli tradizionali.
Ho letto che Airone ha intenzione di acquistare Alitalia che è in crisi... andiamo bene...
L'ennesimo dubbio esistenziale.
Possibile che mi vengano sempre dei tremendi dubbi esistenziali? Questa volta lo shock è stato provocato da una domanda di un gentile e preparato giornalista durante una mia intervista rilasciata ieri. Cos'è la cantabilità in musica? E la comunicativa? Può un virtuoso ritenersi comunicativo anche se non ha un fraseggio paricolarmente profondo? La questione che il critico mi ha posto è stata molto precisa: "Di Lei si apprezza soprattutto il cantabile... ciò la gratifica?". Mia risposta retorica, del tipo "si certo, se al pubblico trasmetto qualcosa certo dispiacere non mi fa..." e banalissimo proseguimento con "la musica è emozione e l'emozione è vita". Che affermazioni superficialotte, c'è un po' da vergognarsi... Ripensandoci la risposta migliore forse sarebbe stata: "Il cantabile non esiste, il virtuosismo non esiste, esistono soltanto carisma e tecnica!". Mi pare chiaro che si può dire qualcosa in musica solo se si ha qualcosa da comunicare e solo se si hanno i mezzi sufficienti per avere la libertà di essere sé stessi. Nella musica è fondamentale la precisione tecnica, prima ancora del fraseggio. Quanti colleghi insegnanti nei Conservatori dicono ai loro allievi di essere musicali senza dire loro come si produce un suono decente! Sbagliano! Fare musica non è alla portata di tutti,
fare musica è solo per chi ha la pazienza, la costanza e la fortuna di cercare e trovare la chiave tecnica. Non tutti hanno il talento, anche fisico, per poter sostenere la fatica di produrre qualcosa da una scatoletta di legno con quattro corde sopra e da una bacchetta con dei crini di cavallo da "impeciare". Non tutti, infine, hanno la fortuna di avere un insegnante decente che sappia spiegare -senza i troppi inutili giri di parole che spesso si sentono nelle aule scolastiche- "come fare per suonare" (ciò capita soprattutto e purtroppo qui in Italia).
Saluti dall'Hotel Sardegna di Cagliari (certi pensieri non possono venire che nella solitudine di una stanza di albergo fra una prova e l'altra.).
D
p.s. Martedi ho ufficialmente cominciato la mia avventura come docente all'Accademia di Santa Cecilia di Roma. La cosa che mi ha fatto più impressione è stata vedere la mia firma nei verbali degli esami di ammissione, accanto a quelle dei grandi storici didatti che mi hanno preceduto tipo Brengola, Carmirelli, Ayo e compagnia bella. Mamma mia, ho la fortuna di essere l'erede di un pezzo importante di storia della musica italiana del '900! Spero di farne buon uso!
La "novella arena" della De Filippi.

Oggi riparlerò con mio figlio cercando di capire perché la trasmissione di Canale 5 gli piaccia così tanto. Mi dirà che la devo smettere di essere così cattedratico e che mi devo divertire senza pormi problemi esistenziali. Sono sicuro che lo attrae proprio il concetto di gara che io invece ritengo essere il tallone d'Achille. La gara è gara e le regole vogliono vincente chi elimina gli altri usando tutti i mezzi a sua disposizione. Alla faccia delle mie utopistiche convinzioni.
D
E' una vergogna.
Povera musica classica in Italia, rantolante ormai da tempo. Quando nel 2004 ho accettato la Direzione Artistica del Concorso Internazionale di Violino della Fondazione Romanini di Brescia non avrei mai pensato che la ricerca dei fondi sarebbe stata così difficoltosa. Da anni io e il mio efficiente staff stiamo girando come delle trottole elemosinando a destra e a manca anche i mille euro che aiutino il Premio -che da trent'anni rappresenta l'Italia della cultura nel mondo- a non fare la fine ingloriosa di
tante stagioni oggi morte e sepolte. Mesi e mesi di disperati appelli che il più delle volte hanno trovato nelle Istituzioni interlocutori burocrati e sordomuti; mesi e mesi di incontri, lettere e montagne di richieste di finanziamento che non hanno avuto alcun seguito. Anni di risposte infastidite e di illusioni svanite per l'insensibilità e la cecità di chi non capisce che un Paese senza Musica è un Paese senza Vita. L'Italia è veramente strana. Non credo che in nessuna altra parte del mondo un concorso membro della Federazione dei Concorsi di Ginevra verrebbe così tanto lasciato solo al suo destino.
Ce la faremo, nonostante tutto, il Concorso Internazionale di Violino "Città di Brescia" vivrà. Vivrà non certo per l'aiuto di uno Stato che uccide le iniziative lodevoli senza neanche preoccuparsi di dare loro un funerale e un cimitero nelle quali sotterrarle. Vivrà perché, per fortuna, l'Italia è piena di volonterosi amanti dell'Arte che hanno ancora voglia di mettersi in gioco investendo e rischiando in proprio. Per fortuna esistono ancora le straordinarie realtà locali che sono il vero asse portante del Bel Paese.
Tantissime gloriose stagioni musicali in questi mesi se la stanno passando malissimo. Questa situazione è una vergogna non più accettabile e non è degna di una Nazione che ha una tradizione culturale senza pari nel mondo.
p.s. Forza ASAM, forza grandissimo Dott. Mortellaro, tifiamo tutti per Voi.
Linfa vitale.

La dipendenza reciproca fra compositore ed esecutore è la linfa vitale dell'Arte.
Beato chi riesce a scrivere bella musica e beato chi riesce a trasmettere le emozioni che la bella musica suscita. I compositori e gli esecutori non prescindono gli uni dagli altri e, se sono intelligenti a sufficienza, sanno ammettere la loro dipendenza reciproca. La dipendenza è talmente forte che le caratteristiche interpretative di chi esegue spesso indirizzano la scrittura di chi compone. E' da sempre così -basti pensare a Mozart o a Beethoven che ideavano pezzi adatti alle capacità dei musicisti nobili e dilettanti dell'epoca o ai grandi sodalizi alla Brahms e Joachim- e così sarà, almeno fino a quando le macchine non sostituiranno definitivamente gli uomini esecutori (egoisticamente spero che ciò non accada mai).
Per dire, in questo periodo natalizio sto studiando un nuovo concerto per violino e Orchestra di Carlo Boccadoro, "Cadillac Moon", che il Teatro Lirico di Cagliari mi ha affidato per la prima esecuzione assoluta di fine Gennaio. Quando ho ricevuto lo spartito la mia sensazione è stata subito di grande diffidenza. Le diciotto pagine contengono una tale marea di note da sembrare quasi incomprensibili. Anche se conosco bene il compositore e apprezzo da sempre il suo grande genio, ho reagito come un intossicato alimentare che si trova di fronte ad un manicaretto di Gualtiero Marchesi: il cibo può essere buonissimo, ma il voltastomaco viene lo stesso. Negli ultimi tempi mi è passata davanti una enorme quantità di nuova spazzatura musicale e ho sempre il timore di studiare roba completamente inutile e di buttare via il mio tempo. Per fortuna il concerto non ha tradito le attese e dopo dieci giorni di studio probabilmente ho trovato la chiave che apre il forziere all'interno del quale è custodito uno dei brani meglio scritti che abbia mai suonato. Tutte quelle che superficialmente mi sembravano difficoltà virtuosistiche insormontabili sono diventate motivo di divertimento. Nelle parti liriche comincio a cogliere la profondità che caratterizza la musica di Boccadoro.
Ieri sera ho ricevuto una gradita telefonata da parte del grande Carlo. Durante la cordialissima conversazione l'amico compositore si è scusato per non aver scritto in modo abbastanza cantabile (Boccadoro ritiene che la cantabilità sia la parte migliore del mio violinismo) ed io mi sono scusato per non aver ancora raggiunto la velocità di esecuzione da lui richiesta. Ci siamo dati appuntamento per un incontro informale durante il quale discuteremo del significato da dare ad un brano mai eseguito prima, che deve saper emozionare chi lo ascolta.
La dipendenza reciproca fra il compositore e l'esecutore è la linfa vitale dell'Arte.
D
I buoni propositi della figlia di un musicista.
"Caro nuovo anno 2007, come tutti gli anni ad inizio anno chiedo aiuto per cambiare la parte brutta di me. Il mio lato buono non te lo dico perché non ti conosco a sufficienza e ho paura che tu me lo possa togliere, anche solo per farmi un dispetto. Di cose da cambiare invece ce n’è una certa quantità. Per esempio, non dovrei più mangiare una montagna di cioccolata al giorno perché altrimenti mi vien male la pancia. Poi dovrei studiare di più, coccolare più spesso il papà e la mamma, essere più buona con il mio fratellino e non arrabbiarmi per le cose stupide. Dovrei gioire di essere viva, che alla mia famiglia non manca il pane da mangiare e che sto crescendo sana e bella. Vorrei avere più coraggio nel mandare a quel paese i miei compagni di scuola che mi stanno sullo stomaco e vorrei dire di più bravo a chi se lo merita. Vorrei amare gli animali e guarire della mia allergia ai gatti; la dovrei smettere di essere una spendacciona e di comprare un gioco nuovo ogni volta che c’è un’offerta da Media World. Mi piacerebbe tanto imparare bene i passi a danza senza far disperare i miei insegnanti e dovrei sistemare una volta per tutte i miei libri in ordine alfabetico perché non è possibile svuotare sempre la cartella per trovarne uno. Infine desidererei tanto aiutare il mondo ad essere più giusto e leale.
Caro nuovo anno 2007, aspetto con fiducia che tu mi dia una mano a cambiare perché da sola non so se ce la faccio. Cerca di non tradirmi anche tu come hanno fatto tutti i tuoi amici che ti hanno preceduto."
R
Ciao!!!
Ciao a tutti.
Oggi finalmente ho deciso. E' da un po' che ci penso, è da un po' che ci giro intorno, ne ho visti tanti anche di personaggi illustri. Fino adesso non avevo avuto il coraggio sufficiente. Oggi mi butto. Apro il mio blog.
Interesserà a qualcuno? Avrò qualcosa da raccontare di coinvolgente o di utile? Non lo so e francamente non è che mi importi poi tanto saperlo. In fondo sono sempre stato un po' esibizionista e l'avere un blog non mi cambia la vita. Sarà il tempo a giudicare. Magari nessuno lo leggerà o mi stuferò presto di scriverlo, magari invece mi appassionerò a tal punto che un giorno gli confiderò le mie emozioni più nascoste. Che ne so.
Non illudetevi (o non preoccupatevi, dipende dai punti di vista). Devo prendere un po' la mano, niente rivelazioni clamorose sulla mia vita intima o scoop sui miei flirt veri e presunti, anche perché sono un uomo impegnato e sto con una donna meravigliosa. A me non piace tanto il detto "bene o male basta che se parli" e "Novella 2000" non è la mia rivista preferita...
Non so se sapete chi sono, mi presento sinteticamente. Mi presento non tanto perché ciò possa essere reale motivo di interesse, ma perché se avrete voglia di postare anche voi su questo spazio probabilmente vi garba conoscere il "moderatore".
Eccomi.
Il mio nome è Domenico, ho 35 anni e vivo a Padova. Ho due bambini stupendi di dieci e di otto anni. Nel mio tempo libero leggo libri che parlano di politica e mi distraggo volentieri vedendo film di comici italiani o commedie rosa americane. Viaggio sempre, ho tantissimi conoscenti e pochissimi amici. Non ho una giornata tipo e sono disordinato in tutti i sensi. Il mio fisico a fisarmonica testimonia il mio essere buona forchetta e il mio essere pigro nell'attività sportiva. La mia vita mi piace e sono sufficientemente in pace con me stesso.
Questo sono io.
Vi avviso che inonderò questo spazio di miei pensieri scritti in libertà; inonderò questo spazio di spam reale o di verità casuale. Fatevi vivi ogni tanto, le vostre opinioni e i vostri suggerimenti potrebbero interessarmi: confesso però che sono il massimo esperto nel non ascoltare i consigli degli altri e nello sbagliare da solo.
A presto. Adesso mi aspetta una partita a Monopoli con un po' di compagni di scuola dei miei figli.
Un saluto.
Domenico.
p.s.
Forse non ho detto una cosa di me che è importante e che è un pochino inusuale: suono il violino di professione. Meglio, suono il violino per diletto e per professione; per mangiare faccio concerti e ogni tanto insegno.
Ancora ciao.
D



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