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Nonna Pina.

di Domenico (24/02/2010 - 22:23)

Non è che siccome sono in giro non riesca a vedere la nostra beneamata tv di Stato. C'è il satellite, la RAI si piglia ovunque, il Festival canzonettaro pure. Certo, avrei tanto voluto evitare il deprimente dei musicisti dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo ridotti a "far musica" con Emanuele Filiberto and company. Un'ottima compagine declassata alla tortura delle melodie di Valerio Scanu, costretta a strimpellare le "Tagliatelle di nonna Pina", obbligata ad esprimere un giudizio artistico su ciò che Arte non è. Triste. Accidenti, non ho mica capito, perché i colleghi non si sono rifiutati di fare 'sto marchettone? La dignità va preservata, soprattutto quando ci si considera -giustamente- "bene culturale" da tutelare a spada tratta.
Alla prossima.
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"Viva l'Italia!"

di Domenico (15/02/2010 - 23:14)

Ebbene sì, si suona musica classica anche in medioriente. Veramente lo so già da tempo, visto che nel mio peregrinare ho strimpellato anche in Egitto e in Oman, due Paesi, dicamo così, non inseriti nel circuito tradizionale. Esperienze bellissime, che ho vissuto con grande entusiasmo per il calore formidabile della gente. Lì non sono certo abituati al nostro repertorio, eppure l'interesse è totale e il silenzio durante i concerti è assoluto. Eppoi gli organizzatori danno l'anima per farti sentire a casa e per uno zingaro come me non è cosa da poco. Adesso sono errante fra Libano e Siria, altre due mete inusuali, e mi pare che anche qui ci siano delle buone premesse. In 'sti giorni apre l'Al Bustan Festival di Beirut, importante stagione per la quale si sono esibiti tanti grandi Artisti. Quest'anno il Festival ha come tema "Viva l'Italia" e ospita una certa quantità di concertisti nostrani. La vita è piena di sorprese e propone gli incontri più impensati nei luoghi più stravaganti. Qui a Beirut mi dirige Titta Rigon, collega e amico che non vedevo da una marea di tempo. Abitiamo a meno di un chilometro di distanza e ci ritroviamo su un palcoscenico libanese senza avere avuto l'occasione di incrociarci prima. Veramente bizzarro. Oggi pomeriggio Titta ed io abbiamo lasciato l'eremo dorato che ci ospita (un meraviglioso hotel sito su una collina) e ci siamo accodati ad un gruppo di sbandieratori laziali che si è esibito "downtown". I libanesi sono molto alla mano, sufficientemente aperti alle esperienze artistiche nuove e lo spettacolo è stato un successo. Beirut centro assomiglia un po' a Beyoglu di Istanbul, con i suoi bar alla moda affollati da giovani studenti seduti ai tavoli a sorseggiare un caffè e ad intrattenersi in piacevole conversario. I segni dei vari conflitti sono ben visibili, ogni tanto capita di vedere i resti delle case bombardate, ma la città è vitale al pari di una qualsiasi grande capitale. Giovedi prossimo mi aspetta un trasferimento in macchina a Damasco per il mio recital alla Opera House e confesso che l'idea mi intriga assai, perché mi hanno detto che la Siria è piena zeppa di bellezze storiche e paesaggistiche. Purtroppo la mia permanenza sarà brevissima, giusto un paio di giorni, ma non mi farò mancare certo l'occasione di visitare il centro storico di Damasco che sembra sia incantevole. Vi saprò senz'altro dire.
Bon bon, adesso vado a nanna, domani mattina presto ho prova. Accendo la TV e mi addormento facendomi cullare da un po' di musica araba.
Alla prossima.
D

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Spappolati.

di Domenico (05/02/2010 - 21:27)

In 'sto periodo si sta parlando tantissimo del cantante-compositore-scrittore-insegnante-filosofo-attore-ex compagno dell'attrice che ha baciato un cane in bocca. Il genio della lampada ha detto di fumare crack ed è stato escluso dal Festival canoro più nazional-popolare dell'universo. E' diventato un caso intergalattico. Accidenti, affaraccio suo: è davvero interessante che 'sto qua sia un tossico? Io sono un musicista, certo meno"maledetto" del divo in questione, comunque assiduo frequentatore di palcoscenici. Eppure io la polverina bianca non solo non la sniffo, ma non l'ho nemmeno mai vista. Affaraccio mio: è davvero interessante che io non sia un tossico? Please, basta riempire le nostre giornate con tutto 'sto pattume che scandalizza nessuno. Quanti artisti bevono o si "impasticcano" pensando così di essere più ispirati? Affaracci loro: è davvero interessante sapere che c'è gente con il fegato a pezzi? Le esibizioni "fumate" possono anche essere molto divertenti, ma ormai non fanno più notizia. Viviamo in un paese libero e tutti hanno il sacrosanto diritto di spappolarsi il cervello a piacimento. Basta che lo facciano senza spappolare la pazienza degli altri.
Alla prossima.
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I topi fanno "squit squit".

di Domenico (30/01/2010 - 00:23)

Ormai i musicisti "topi" sono tantissimi. Gli animaletti del sottobosco bivaccano davanti allo schermo del computer e navigano su internet come trottole, alla costante ricerca di informazioni sui colleghi. Sono frequentatori maniacali dei siti dei concertisti, cercano consolazione all'essere disgraziatamente nullafacenti. "Mal comune, mezzo gaudio", sperano tanto. Peccato che i piccoli roditori siano soggetti a depressioni croniche. Accidenti, non è facile aprire i links e leggere i cartelloni con tutti i nomi possibili e immaginabili, tranne i loro. Le bestioline passano le notti ad affilare i microscopici dentini, in attesa di trovare il modo di rosicchiare gli scranni degli odiati "usurpatori". Si rovinano le gengive fino a non poter più toccare cibo: ai musicisti "topi" non interessa nutrirsi, basta mangiare quel poco di fegato che ancora si ritrovano intatto. E, impantanati nel limbo dal quale non riescono ad uscire, non si accorgono che i loro anni buoni sarebbero più divertenti se una volta per tutte si mettessero il cuoricino in pace.
Alla prossima.
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Le cattive abitudini.

di Domenico (26/01/2010 - 02:29)

Rieccomi. Ho finito di sistemare un po' di programmi per i prossimi mesi e adesso sono tornato alla mia vita di sempre. Il periodino da eremita mi è servito a ricaricare le batterie, la voglia di far concerti si è rigenerata. E allora via con tutte le cattive abitudini, compresa quella di accendere la televisione per dare un'occhiatina al Grande Fratello. Ieri sera tale Massimo, concorrente del reality, è stato messo sotto accusa per una bestemmia ed è stato squalificato. Giustissimo, aldilà del fattore religioso: una tale mancanza di educazione e di buon gusto non può essere tollerata in nessun modo. Stavo già inserendo Marcuzzi and company fra i miei miti quando, nel bel mezzo del processo al blasfemo, è andata in onda la pubblicità di una marca di jeans, sponsor ufficiale della trasmissione. Avete mai visto 'sto spot? Roba da mascelle a terra senza possibilità di recupero. Nel geniale cortometraggio ci sono due simpatici energumeni, uno belloccio, l'altro un po' meno, che si azzuffano dopo aver lanciato sguardi assetati di sangue. Due moderni gladiatori. Dopo un minuto di pugni e calci allo stomaco il belloccio stende l'avversario che si dimena a terra per il dolore. Il vincitore se ne va in parata, circondato da un nugolo di ragazzette in atteggiamenti adulatori. Intanto il "celebre" fotografo (sì sì, proprio quello che è stato recentemente condannato in primo grado per estorsione) sullo sfondo lancia occhiate compiaciute. Il messaggio è chiarissimo: per il paparazzo nella vita conta essere violenti, donnaioli e vagamente svestiti.
Ora sono qui a chiedere di sciogliere un dilemma che mi tormenta da ore e che mi impedisce di prender sonno. Possibile che nessuno dei vertici di Canale 5 si sia accorto del ridicolo che stava andando in onda? Perché mica ho capito bene, per il GF bestemmiare è censurabile mentre massacrarsi di botte è esemplare?
Alla prossima.
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Il musicista e la star.

di Domenico (13/01/2010 - 20:12)

Avete visto le selezioni di "Amici" per il "serale"? Divertenti. Ad un certo punto un candidato piglia la chitarra e canta un brano, non so bene di chi. Non si capisce nulla. E' senza voce, senza sostegno, ma sopra la testa ha una bellissima cresta che credo in 'sto periodo vada davvero di moda. Un personaggio, non un cantante. Il soggetto, al quale non manca la faccia tosta con tanto di sorrisino vagamente strafottente, supera il turno e viene ammesso alla fase successiva. Trionfo e "standing ovation". La cosa non mi stupisce, molti aspetti del programma mi lasciano, per così dire, perplesso. Amen. Il candidato successivo ha la faccia pulita. Niente cresta, semplice piercing al naso: visti i tempi, roba da educanda. Si mette al pianoforte ed esegue con molta dignità un brano di Mina, con una tecnica più che sufficiente. Non una interpretazione da urlo, però almeno la canzone si fa riconoscere. Inutile dire che il giovane viene bocciato senza possibilità di appello, con voto praticamente unanime. Lui chiede spiegazioni mettendo in campo i suoi trascorsi di studente di Conservatorio che, a suo dire, gli hanno permesso di acquisire una buona base teorica. Il fatto che il candidato precedente fosse passato senza problemi proprio non gli va giù perché ritiene giustamente di essere più bravo. La risposta di un commissario dai vistosi occhiali neri (forse un discografico, non mi ricordo) è agghiacciante: "Noi non cerchiamo musicisti, cerchiamo semplicemente delle star. Purtroppo studiare in Conservatorio non vuol dire avere carisma sufficiente". Ancora una volta la trasmissione della De Filippi conferma la disarmante pochezza del mercato dei fruitori di musica in Italia. "Amici" preferisce servire alla massa un prodotto confezionato in modo molto appariscente, anche se totalmente privo di contenuti specifici, piuttosto che fare lo sforzo di educare al buon ascolto. D'altro canto però non si può negare che le performances debbano essere interessanti, soprattutto quando alla base c'è una buona padronanza del mezzo vocale. Un paradosso? No, no. Provate a pensarci. La perfezione senza talento azzera le percezioni (e annoia), mentre l'imperfezione senza talento è più coinvolgente perché gli esiti sono del tutto imprevedibili. Certo, la soluzione ottimale sarebbe un'altra: una Star che fosse anche capace. Ma questo ad Amici non avverrà mai, visto che nessuno degli "Specialisti" si accorge degli enormi problemi di intonazione che emergono ad ogni esibizione degli allievi.
Alla prossima.
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"Grip"

di Domenico (02/01/2010 - 21:49)

Sul palcoscenico, un musicista imbraccia il suo strumento e spera di non perderne mai il controllo. Una corsa sul filo dei trecento all'ora e l'applauso del pubblico quale agognato trofeo.
 

Sono sulla griglia di partenza, a bordo dell'unico amico che mi sia rimasto vicino. Durante le prove della mattina ho sistemato gli assetti e adesso il mio bolide dovrebbe aderire con meno difficoltà: il terreno è tremendamente viscido. Sbandare in curva sarebbe una tragedia, perderei un sacco di posizioni e qui i sorpassi sono quasi impossibili. Le luci rosse del semaforo si spengono, il ruggito del motore mi esalta, lascio il pedale del freno e volo via, sfidando la legge di gravità, con il sangue che mi da alla testa, con le gambe che mi tremano. Durante lo scorso GP ho pregato perché le gomme non mi abbandonassero sul più bello e non mi lasciassero senza grip. I miei sogni si sono infranti sulle protezioni nere di bordo pista e io ho imprecato contro la malasorte e contro me stesso. Ma questa volta la vittoria deve essere mia. Ne ho bisogno, non ho alternative. Voglio, fortissimamente, riassaporare il gusto dolcissimo del trionfo, che è il sale della mia esistenza.

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Buon Natale!

di Domenico (24/12/2009 - 08:20)

Cronaca di un'odissea.
1- Domenica pomeriggio arrivo a Milano con tre ore di ritardo (treno da Padova);
2- gelata notturna a -12 e ristoranti chiusi per mancanza di personale (niente cena e fortunatamente niente fame);
3- Lunedi mattina registrazione RAI a Corso Sempione e ritorno all'albergo di Corso Buenos Aires in taxi, ingorgo apocalittico (meno di 2 km, costato un patrimonio);
4- passeggiata forzata serale dall'hotel al Conservatorio per il blocco totale delle strade, sotto una nevicata assurda;
5- amara scoperta della chiusura del bar del Conservatorio per restauro e comparsa della fametta da mancato spuntino pre-concerto;
6- recital con un centinaio di coraggiosi in sala (in cuor mio speravo si cancellasse tutto, temevo di rimanere bloccato lì tutta la notte. Ma quando mi ricapiterà di poter vedere distintamente i volti di chi ha la bontà di ascoltarmi strimpellare?);
7- prolungamento ad libitum della parte di programma per violino solo a causa del ritardato arrivo del pianista (non sapevo che fare, in scena mi sono messo a parlare del più e del meno, per i malcapitati dev'essere stata una tortura);
8- arrivo del pianista alle ore 23 e chiusura del concerto alle ore 24 e 30 (esattamente tre ore e mezza di palcoscenico, un delirio);
9- ritorno in hotel alle due di notte vestito da concerto, con violino e valigia, ma senza i guanti persi chissà dove. Trenta cm di neve farinosa, congelamento degli arti, torcicollo. Ovviamente niente cena per la seconda sera consecutiva e occhi fuori dalle orbite per la fame;
10- trasferimento in Stazione Centrale e niente treni fino alle undici;
11- bivacco sotto i maxischermi che invece di dare infos mandano ininterrottamente il gingle pubblicitario della tv satellitare;
12- incredibile, ma vero: partenza alle 11 e treno vuoto (tutti morti assiderati???);
13- arrivo a Padova con tre ore di ritardo, scroscio di pioggia da clima tropicale.
Buon Natale a tutti, anche a chi in queste ore sta viaggiando e non si sta muovendo di un metro. Io ce l'ho fatta, sono a casa!
D

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